
La campagna del Mipaf e dell’Ismea raccoglie e promuove in un solo sito il latte e i formaggi Dop
È online. Non si tratta di uno shop online ma di una una bella enciclopedia online che raccoglie tutte le Denominazioni d’origine protetta del nostro patrimonio lattiero-caseario. Una vera bella notizia per gli amanti dei latticini di qualità che potranno ricercare e conoscere le Dop italiane tramite un unico portale denominato “Una Serie di Sapori”. L’iniziativa è del Ministero delle politiche agricole alimentari forestali, in collaborazione con l’ISMEA. La proposta è un viaggio, appena iniziato, alla scoperta del patrimonio lattiero-caseario italiano.
Nel sito unaseriedisapori.it sono spiegate le caratteristiche del latte (da quello fresco pastorizzato a quello “arricchito”) e descritti tutti i formaggi e latticini Dop organizzati in categorie. Le ricerche sono possibili sia per regione sia per genere e per ogni formaggio è disponibile una scheda con descrizioni di sapore, utilizzo, curiosità e anche l’abbinamento con i vini.
Sapori e abbinamenti
Per dirne una, ad esempio, la Ricotta Romana Dop è “solitamente accompagnata da vini locali, bianchi leggeri e rosati, quali il Circeo Rosato DOP o il Colli della Sabina DOP”. Ancora un esempio? Per quanto riguarda le Marche, ad antipasti e primi piatti “delicati a base di Casciotta d’Urbino DOP vengono generalmente abbinati vini leggeri (es: Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC), mentre a primi e secondi piatti dal sapore più deciso vini mediamente corposi (come ad esempio un Rosso Piceno o un Colli Pesaresi Sangiovese DOC). Come dessert, accompagnato da miele, si sposa bene con vini dolci”.
Il valore delle Dop e la rappresentanza dell’Italia centrale
L’iniziativa di Mipaf e Ismea ha senza dubbio un pregio: mette in evidenza e sottolinea l’importanza delle Dop nel panorama agroalimentare. Un’operazione ancor più importante in un periodo in cui stanno spopolando le denominazioni d’origine comunale (le De.C.O.). Ma se le prime sono il frutto di un riconoscimento di livello europeo e sono un’attestazione di qualità, le seconde sono riconoscimenti concessi dai Comuni rispetto a prodotti tradizionali: nulla a che vedere con le “tipicità” intese dalla normativa.
Non ci si stupisca dunque che regioni ricche di produzione di formaggi come il Lazio, la Toscana e l’Abruzzo siano rappresentate su unaseriedisapori.it con una Dop abruzzese (la Scamorza), una Dop toscana (il Pecorino Toscano Dop) e sei Dop laziali (tra cui il Pecorino Toscano Dop e la Mozzarella di Bufala Campana Dop, di cui parte del Lazio è zona di produzione).
Nel centro Italia ci sono tanti formaggi e tanti caseifici. Solo nel Lazio l’Arsial ha censito 53 formaggi tradizionali tra burrate, caci, caciotte, pecorini e provole. Molti altri non sono censiti: giusto per fare un esempio basti pensare alla piccola cittadina di Artena, poco fuori Roma, dove vi sono oltre quindicimila ovini, numerosi caseifici che producono e vendono anche nella Capitale ma dove non c’è nemmeno un formaggio tradizionale censito.
Il più delle volte, ancora oggi, non si è intrapresa la strada del riconoscimento da parte dell’Europa, come invece è stato fatto in altre regioni (la Lombardia conta 14 Dop). Valorizzare e promuovere questa “strada di qualità” è ancor più utile in piena “guerra dei dazi”, per questo per tutte le Dop la campagna “Una Serie di Sapori” proseguirà con “azioni crossmediali (webserie, spot, social media marketing, ecc.) che concorreranno alla diffusione più ampia possibile dei contenuti presso il pubblico”.